Tuesday, 23/7/2019 UTC+2
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Leonardo da Vinci e la sua (nostra) necessità di guardare con occhi che vedono

Leonardo da Vinci e la sua (nostra) necessità di guardare con occhi che vedono

 Ognuno di noi ha una propria percezione delle cose che imperversano, più o meno sporadicamente, nella propria esistenza. Quasi tutti, però, credono che la Gioconda sia solo Monna Lisa: una donna sorride, tutto qui. Invece, se si è disposti ad andare oltre la prima lettura del quadro, si può scoprire che questa donna non è una semplice donna e che il paesaggio che la circonda contiene infinitesimali significati celati dietro figure impossibili da notare di primo impatto. Eppure, ci sono.

Definito “il diario intimo” di Leonardo, contenitore della vita del Genio e delle vicende storiche di cui fu spettatore, insegna che la realtà non va mai considerata solo superficialmente, bensì scandagliata per portare alla luce tutto ciò che custodisce. Ne ho parlato con Pierpaolo Samoggia, curatore della mostra “ Leonardo da Vinci a Parmigianino: arte come espressione o atto del pensiero? ” che si tiene ogni weekend presso la Chiesa di San Giovanni Battista dei Celestini – P.zza Celestini 2b – Bo (sala ingresso laterale) sino al 31 dicembre 2018.

 

Leonardo Da Vinci ingegnere, artista, scienziato. Siamo abituati a sentirlo denominare in vari modi, ma qual è la vera storia di quest’uomo?

Dipende dal tono che vuoi dare a queste domande. Se vogliamo rimanere nel politicamente corretto e accettare ciò che ci viene normalmente passato, allora potremmo dire che ci sono alcuni aspetti dubbi e contraddittori. Se invece parliamo liberamente, come fossimo in un mondo immaginario, allora diventa più interessante perché tutto ciò che si dice su Leonardo sono supposizioni basate sul nulla; il dato più attendibile è che sia nato nel 1452, come risulta nell’atto del battesimo. Per il resto è notte fonda, poiché le notizie giunte fino a noi sono state dedotte da storici del passato, come Vasari, il quale si guardava bene dal comunicarle in maniera palese. Vasari non dovrebbe mai essere preso alla lettera, poiché induce volutamente conclusioni fuorvianti, ma questo è solo uno dei tanti aspetti poco considerati. L’unico modo per avere informazioni attendibili su Leonardo è basarsi su documenti diretti di sua mano e con questo intendo non solo i suoi scritti, ma più ancora le sue opere che utilizzava per comunicare tante impensabili informazioni….. Ma ahinoi, bisogna essere in grado di leggerle. E qui casca l’asino, perché il risultato estetico per Leonardo è un dettaglio persino trascurabile, ben altri sono gli scopi che si prefigge. Pertanto per comprendere Leonardo uomo prima bisogna comprendere a fondo la sua anomala concezione artistica, poiché tutto passa da quella che egli definiva non a caso, la scienza della pittura.

Come si è avvicinato all’uomo e alla personalità artistica di Leonardo? Qual è stato il motivo per il quale lei ha scelto di raccontare, attraverso dei pannelli espositivi, il Genio che Leonardo fu?

Credo che tutti siano affascinati dalla figura di Leonardo, non solo per la genialità che incarna, ma per il periodo storico in cui è vissuto e di cui è divenuto emblema. Tuttavia ciò che più mi ha colpito è stata la constatazione che le periodiche celebrazioni che lo riguardano e lo esaltano sono tutte basate su un approccio approssimativo, direi persino disarmante, della sua figura. A cominciare dalla pittura, come detto, aspetto decisivo per comprendere Leonardo, purtroppo tutto viene permeato da una visione ottocentesca, banale e dogmatica mai messa in discussione. Tuttora il giudizio segue questo schema che trasmette un’idea…Non direi parziale, ma falsa del genio vinciano. Mi spingo oltre, non darei la responsabilità nemmeno agli artefici dell’ ortodossia del giudizio, perché forse non hanno colpe. Prendiamo a prestito il cinema, immaginiamo di fare giudicare un film di Star Wars ad attempati critici cinematografici che hanno visto nella loro vita solo film sul neorealismo italiano anni ’50…Non so se ho reso l’idea. Dirò di più, Leonardo ha un concetto di rappresentazione artistica così avanzato che difficilmente uno storico dell’arte può comprenderlo…è più facile per chi si occupa di scienze cognitive, se appassionato di cinema è ancora meglio, perché tutto in Leonardo è dinamismo, fisico e mentale. La definirei pittura quantistica per come è concepita…Quando si comprenderà cosa era in grado di fare si capirà come sia avanti anni luce anche rispetto i più quotati creativi contemporanei. Esempio, vi piace Banksy? E’ sulla bocca di tutti, immagino di sì, anche a me piace molto, denuncia i mali dei nostri tempi, proprio come faceva allora il genio toscano. Bene: scompare davanti alla potenza creativa di Leonardo, ma il confronto sarebbe impietoso per chiunque… Per non parlare dei più celebrati mostri sacri, pittori le cui quotazioni hanno raggiunto picchi imbarazzanti, Picasso o Van Gogh per dire….fidati, è altra roba.

La mostra, condotta impeccabilmente, porta l’osservatore attento a conoscere una realtà ben diversa dalla “prima impressione”. Lei crede che nella nostra società, l’osservazione dei fenomeni e dei costumi sia “corrotta” irrimediabilmente da un atteggiamento superficiale, oppure non del tutto (quindi vi è ancora un margine di speranza e cultura)?

Il mondo di oggi, a dispetto delle apparenze, per certi aspetti non è molto diverso dai tempi passati. Oggi ci sono tanti modi diversi da cui attingere informazioni, impensabili una volta, tuttavia la grande massa si orienta in base al pensiero comune che domina i media, spesso determinato da poche persone .E’ acclarato che, ora come allora, la società si basa su suggestioni condivise, un tempo imposte dal pensiero religioso, ora da chi ha il potere di comunicare nel modo più persuasivo, mirato al commercio di beni e servizi. L’economia si muove in gran parte secondo suggestioni irrazionali e il mondo dell’arte è forse il suo apogeo. Ciò significa che chi è in grado di orientare le masse (di uno specifico settore di interesse) determina il giudizio della gente e nel caso, per esempio, il giudizio di un artista quasi mai corrispondente al suo valore. Ciò interessa soprattutto gli artisti contemporanei in cui queste suggestioni sono sostanza, ma anche i maestri del passato, come Leonardo. Tuttavia, mandiamo un messaggio di speranza, chi vuole andare oltre la banalità e l’apparenza ha la possibilità di farlo e tanto più riesce nello scopo tanto più grande è la sorpresa. È la curiosità che muove il mondo.

Tramite la sua narrazione, abbiamo potuto capire che Leonardo Da Vinci muove una critica nei confronti della società del suo tempo. Dunque, l’Arte non è semplicemente un “atto onanistico”, bensì si veste polemicamente per un fine – anche – didascalico (se consideriamo la critica come qualcosa di costruttivo). Se vogliamo parlare della funzione contemporanea dell’arte, essa potrebbe avere – ancora – lo stesso intento oppure, come sosteneva Wilde, l’unico intento è la bellezza?

Bella domanda, ma bisogna intendersi sul significato di bellezza…Capisci cosa intendo? E’ una valutazione oggettiva, soggettiva, una percezione, una suggestione o che? Potremmo scomodare Arnheim sul rapporto tra percezione visiva e attività dell’intelletto o richiamare i fondamenti del mondo greco-romano o altro, tuttavia se ti devo dire cosa per me rappresenta la bellezza non farei riferimenti al mondo classico perno degli ideali artistici che hanno modellato il nostro senso estetico, ma a qualcosa che in apparenza sembra lontanissimo dalla codifica del bello: la fisica. Tra tutto ciò che racchiude, ossia le conoscenze alla base dell’esistenza, un personaggio particolare svetta su tutti: Einstein. La sua formula E=mc2 è di una bellezza sconvolgente per ciò che rappresenta, per la semplicità e la sintesi in cui è scritta, per quello che ha determinato e per come ha spazzato via tutte le conoscenze precedenti. E’ qualcosa che bisogna assimilare appieno e solo così anche un’equazione può apparire come paradigma di bellezza assoluta. In questo Einstein ci avvicina molto a Leonardo nella sua opera più famosa, La Gioconda, e paradossalmente non come connubio tra scienza e arte, ma per il modo in cui colpisce il nostro intelletto. Quell’imperscrutabile sorriso, per chi la osserva consapevolmente e ti assicuro che sono pochi, suscita una sensazione simile, perché rappresenta una condizione molto particolare e molto difficile da cogliere proprio come un’equazione fatta non di numeri, ma di colori, che esprime una sintesi dei più alti valori etici e morali in cui si identifica l’uomo. L’opera di Leonardo così come l’equazione di Einstein, se vogliamo riassumerla in poche parole, è di una bellezza irripetibile perché racchiude ciò che più affascina l’uomo: la seduzione della consapevolezza della conoscenza, ovvero ciò che determina la nostra coscienza.

Lei mi ha detto che l’arte potrebbe essere il prodotto del connubio tra il mondo dello spettacolo e quello della politica. È un paragone forte che tuttavia merita di essere spiegato. Come?

Ovviamente non parlavo di arte intesa come forma di creatività e di espressione estetica in grado di generare emozioni, ma di tutto ciò che ruota intorno. Non do un giudizio benevolo del mondo dell’arte, perché è pervaso dalla spasmodica ricerca della fama e del profitto, ossia il potere, ecco perché lo accosto al mondo dello spettacolo per un verso e della politica dall’altro. Quasi tutto è permeato dall’ipocrisia, dalla supponenza e dall’ arroganza, raramente tra chi ha compiti di responsabilità, mostra competenze e capacità all’altezza del ruolo che ricopre, anche se per fortuna ci sono le eccezioni . Per questo da un certo punto di vista, a ben vedere, i nostri tempi non sono molto diversi dal periodo rinascimentale…. Tanto ci sarebbe da dire se fossimo nel mondo immaginario ipotizzato poc’anzi, in particolare in riferimento proprio alla figura di Leonardo. Ti assicuro che per avere un giudizio sul genio vinciano scevro da preconcetti e banalità bisognerà attendere ancora a lungo, forse 200 o 300 anni perché per una concezione artistica così anomala veramente non siamo pronti, è ancora troppo presto. Ma tant’è, la possibilità di fare un salto nel tempo c’è sempre ed è valida in ogni ambito, basta volare alti anche solo per qualche istante e vedere oltre il velo che offusca non tanto la vista dell’uomo, ma la sua mente.

 

La “seduzione della consapevolezza della conoscenza”, così come dice Samoggia, non deve trarre in inganno chi legge, poiché accostare il termine “seduzione” ad una mera descrizione di un processo che consiste nell’indurre qualcuno a provare qualcosa sarebbe riduttivo in ogni campo. Sedurre implica appassionarsi, e la passione implica il “patire” etimologicamente parlando, per qualcuno o per qualcosa: in questo caso, lo sforzo è finalizzato ad una presa di coscienza, sentita e vissuta, nei confronti della quale non possiamo essere indifferenti o superficiali, giustificando il tutto con un pressappochismo che porta a non schierarsi civilmente e moralmente, vivendo “senza infamia e senza lode”.

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Ivana Matarazzo

Ivana Matarazzo

Mi chiamo Ivana e studio Lettere Classiche. Sono una sognatrice con i piedi ben piantati per terra e la testa per aria, un'ottimista per natura e per necessità, una persona tanto sensibile quanto permalosa. Amo l'arte in tutte le sue forme ed espressioni, ma soprattutto amo costruire tutto ciò che amo; amo le persone schiette, oneste, imprevedibili, determinate e solari; le domande fatte al momento giusto e i silenzi, quando le parole non servono.

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