Friday, 23/8/2019 UTC+2
l'UniversiTà

Buon viaggio, Tiresia

Buon viaggio, Tiresia

I luoghi comuni, così come le abitudini, sono quelle cose che diamo per scontate ma che ci fanno sentire al sicuro nell’imprevedibilità della vita di ogni giorno.
Ecco, la notizia della morte in senso fisico di qualcuno sovrasta sempre ogni nostro pensiero ed è da questo momento che iniziamo ad aggrapparci a qualcosa di più forte, che è il ricordo, per affrontare quanto successo. Una fotografia, un regalo, delle lettere, il suono di quella voce: tutto diventa essenziale per costruire e non sbiadire l’immagine di chi ci ha lasciato.
Questa mattina alla notizia della morte di Camilleri per tanti il caffè di inizio giornata sarà stato più amaro, alcuni saranno rimasti con gli occhi fissi davanti al telefono per un po’, quasi increduli della veridicità di quanto scritto: davvero la morte, qualcosa di così comune, ha avuto il coraggio sfacciato di toglierci anche un gigante come Andrea Camilleri? E allora subito abbiamo scacciato quel pensiero della morte per difenderci e ci siamo messi a rovistare tra i ricordi per cercare Camilleri dandogli quella miccia di immortalità. Alcuni lo avranno trovato tra le pagine di uno dei suoi libri di Montalbano di “diciotto capitoli ciascuno di dieci pagine, ogni pagina nel mio computer vuol dire 23 righe”, altri lo avranno ricordato nelle vesti di giovane attore magari o come personaggio inedito dei fumetti di Topolino; altri, ancora, avranno pensato alle sue interviste e alle sue parole taglienti ma sagge, proprio come i consigli di un buon nonno.
Con la prospettiva di quel luogo comune che narra della capacità di essere immortali tramite il ricordo ci saremo sentiti più sicuri, sollevati quasi, dalla consapevolezza di avere un posto eterno in cui conservare la memoria di un maestro capace di raccontare così tanto. Un maestro ma soprattutto un uomo capace, attraverso i suoi libri e attraverso le sue parole, di rendere il sapere uso quotidiano alla portata di tutti. Un uomo capace di trasmettere il suo dialetto siciliano dall’Italia alle 120 lingue in cui i suoi libri sono stati tradotti.
Vogliamo ricordarlo con una frase che in questo periodo dovrebbe restarci ben impressa:
“Mai avere paura dell’altro perché tu, rispetto all’altro, sei l’altro.”
Buon viaggio, Tiresia.

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Mariangela Partipilo

Mariangela Partipilo

La leggenda narra di una me nata e cresciuta all'ombra dei cieli della bella Puglia, studio Giurisprudenza a Bologna e nel tempo libero mi rifugio nella letteratura, nella danza. Porto sempre con me l'azzurro del mio cielo e del mio mare.

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